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I Tre Segreti dell'Autorealizzazione
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Nitya scrive:
Poco prima di Natale ho ricevuto una e-mail che aveva per oggetto I tre segreti dell'autorealizzazione. Non avevo la minima intenzione di fare un gruppo, anche perché uscivo da un lavoro consistente terminato solo un mese prima. Ma nonostante questo ho registrato di avere un sì, dentro di me, che ho lasciato lì dov' era.
Coincidenza vuole che la mail informativa sia arrivata in concomitanza con un fatto forte, uno di quelli che di solito fannocollassare. Ecco perché ti devo raccontare cosa mi è successo: capirai meglio in che stato sono arrivata al gruppo. Di fronte a questo evento forte di cui dicevo, sorprendentemente ho preso tutta l'energia che avevo e sono andata dentro di me, per vedere gli effetti di quello che stava succedendo. Per quattro giorni sono andata avanti a fare le cose pratiche che dovevo fare, ma la mia focalizzazione sull'esterno era diciamo il 30%, il resto andava dentro. Ho venduto una casa e ne ho comprata un'altra, quindi ero totalmente presente, ma non identificata con le azioni pratiche. Se mi trovavo al supermercato, non vedevo l'ora di tornare a casa per continuare a osservare un film che si dipanava ai miei occhi, con una chiarezza a tratti clamorosa: la mia coscienza lavorava indipendentemente dalla mia volontà, rimandandomi immagini molto chiare a proposito dei miei comportamenti, delle mie proiezioni sul partner, di quello che in realtà facevo io, dando la colpa a lui... L'impatto che queste visioni avevano su di me era stato enorme: osservavo semplicemente, senza reagire né commentare conè vero, non è vero....
Al terzo giorno, ho sentito che ero arrivata a un punto fermo, in cui avevo fatto il pieno di comprensioni ma non seguiva un'azione. Ho deciso di andare da un'amica channeler che ha fatto come sempre una lettura molto accurata. Il succo, relativamente all'argomento in questione, era che avrei dovuto disinteressarmi di qualsiasi risultato e focalizzarmi solo su una cosa: quello che volevo davvero.
La domanda era, in pratica, cosa voglio? E il volere a cui mi riferisco non è della volontà: cercavo un altro tipo di risposta, e mi sentivo bloccata, io che ho sempre saputo ciò che volevo...
Quando ho ricevuto l' e-mail del gruppo mi trovavo esattamente a questo punto: non sapevo cosa volevo sulla questione specifica. Quindi mi sono iscritta convinta che fosse la cosa migliore per aiutarmi a trovare una risposta. Adesso ti racconto cosa è successo in due giorni e mezzo di lavoro che definireiquietoe profondo.
Dopo i discorsi introduttivi siamo partiti affrontando subito un punto focale: la nostra mappa interiore della realtà. Spiega in pratica come filtriamo, distorciamo, generalizziamo gli input che riceviamo continuamente dall'ambiente esterno, e come lo facciamo grazie ai nostri filtri, appunto, che sono le nostre convinzioni, i valori, le strategie, i ricordi che abbiamo. Questapercezioneinterna della realtà produce stati emotivi e comportamenti che formano, come risultato, le nostre esperienze di vita.
Ti chiedi a cosa servono queste nozioni teoriche? Se desideri che l' Universo risponda a ciò che vuoi, cioè al tuo intento, le tue parti -emotiva, istintiva e razionale- devono essere allineate. Quindi devi scoprire cosa ostacola questo allineamento, in termini di emozioni, convinzioni e idee appunto. E riconoscere che tra tutte le informazioni che l' universo ti manda, di continuo, fai una selezionemostruosae poi stabilisci che quella che hai selezionato è la realtà. Ma non lo è, è solo l' aspetto che le hanno dato i TUOI filtri... Capito perché questa parte del lavoro è fondamentale?
Facciamo esperimenti pratici, ho riscontri chiari sul fatto che le cose stanno effettivamente così. Rispondendo a certe domande mi balza subito all' occhio come il filtro del carattere, per citarne uno, abbia un ruolo fondamentale nel determinare la mia percezione del mondo e della vita, cosa che mi affascina sempre moltissimo.
A questo punto del gruppo, si lavora per focalizzarci su quali sono le cose che vogliamo, entrando nei dettagli. Stiliamo elenchi, che indaghiamo poi con la tecnica dell' inquiry, per verificare se la direzione in cui ci stiamo muovendo corrisponde alla nostra verità o viene ancora da idee... In pratica serve a verificare la fonte di provenienza di ogni cosa che esprimiamo.
Durante uno di questi inquiry ho avuto la sensazione più forte che abbia mai avuto da quando conosco la tecnica. Nell' ultima domanda di una diade -il lavoro di inchiesta fatto in coppia- ho fatto esperienza di una parte irrazionale molto forte, che andava per la sua strada e rispondeva alla domanda seguendo un percorso nuovo, lasciando la mia parte razionale senza parole e incapace diorientarsi, leggi controllare la situazione. In quel momento ho sentito chiaramente che la nebbia rispetto al tema che avevo portato nel gruppo si stava dissolvendo: quello che desideravo era lì chiaro davanti a me. Naturalmente la mente ha avuto subito delle obiezioni, tipocome credi di raggiungere la situazione che hai davanti agli occhi?,credi sia facile? Include un' altra persona, figuratise puoi farla così facile..., e via dicendo.
La risposta esistenziale è stata immediata, visto che lo step successivo è stato un lavoro sulle risorse: individuato il desiderio, la direzione, devi scoprire quali sono le risorse che hai e che puoi utilizzare per ottenere ciò che ti sta a cuore. È stato molto interessante sentirmi mentre nominavo alcune qualità che do per scontate ma di cui in realtà non conoscevo lo sconfinato potere... Passare in rassegna certe qualità mi ha restituito una donna diversa dall' autoimmagine che avevo di me stessa.Ionon assomigliavo alla persona della storia che mi stavo raccontando da praticamente tutta la vita... Mentre scrivo queste parole mi rendo conto che è stato uno degli incredibili regali di questo lavoro.
Passare in rassegna quello che ci serve, nel dettaglio, per affrontare una nuovamissione, è molto importante: perché lo stato presente delle cose, unito alle tue risorse, ti porterà allo statodesiderato. Quando parlo di desiderio non intendoniente che assomigli avoglio questo, voglio quello..., che a sua volta è collegato a un senso di mancanza di qualcosa. Ma su questo aspetto non mi soffermerò, potendo scegliere, ti racconto quello che mi interessa di più, del resto farai esperienza nel gruppo e avrai le tue comprensioni.
A questo punto pensavo che i giochi fossero fatti, ma c' era un tassello mancante, ancora, e si sentiva nell' aria. Individuato ciò che vogliamo, e le risorse che metteremo in atto per averlo, c' è da fare i conti con le ultime zavorre: le cose a cui dovremorinunciare, per raggiungere il nostro obiettivo... Preparati, le sorprese saranno molte e piuttosto significative!
Vuoi sapere come sono andate le cosedopoquest' esperienza? Con una profonda comprensione di ciò che volevo davvero, e una nuova direzione interiore, ho avuto un forte impatto con la realtà che avevo lasciato: quando torno da un gruppo dimentico sempre che sono io ad averlo fatto, e ci vuole un attimo di assestamento col mondo che mi circonda, a partire dal fidanzato. Ammetto che per qualche giorno mi sono sentita sgretolare dentro: ad ogni esitazione, la mente ci provava con i suoinon funziona, non ce la fai.... Ricordo che a un certo punto sono andata a rileggere il mio quadernetto, con le cose che avevo scoperto e scritto durante i giorni di gruppo. Rileggere mi è servito come mai prima di quel momento: ciò che avevo compreso È VERO, lo riconosco. La sfiducia cercava di riportarmi ai soliti pensieri e alle solite azioni, alla donna cheerostata... Ma le parole scritte da me mi riportavano alla realtà, a quello che la mia anima voleva... E rileggere anche la parte delle risorse che avevo elencato mi ha fatto fare un altro clic...
Le cose hanno davvero preso una direzione nuova. Me ne sono accorta l' altro giorno al telefono, quando un' amica mi ha involontariamenterielencatotutti i must dell' inconscio femminile (sì, anche quello di chi è su un cammino di ricerca). E c' è un' altra novità. Dopo i giorni passati con I segreti dell' autorealizzazione ho avuto la fortuna di toccare con mano che anche la mente comprende i cambiamenti e l' idea di una possibilità diversa dal solito... Non so spiegarti come sia successo, ma ho sentito che la mia ha compreso che si può vivere meglio, anche nello spazio sconosciuto come quello di un nuovo inizio.