HomeEmailSite Map
LA LIBERTÀ DI ESSERE SE STESSI
 
 
 
 
 
 
La Libertà di Essere Se Stessi
 
 
 
Parte 1
Conoscere il Giudice Interiore
La prima cosa che compare appena ti svegli è lui: il tuo giudice interiore.
Appare nella forma di un giudizio, una preoccupazione, una spinta o pressione a fare, un biasimarti per qualcosa che hai fatto o pensato, un'incertezza, ecc.
Il giudice interiore è quella presenza che non ti fa sentire in pace con te stesso, con ciò che sei e con la tua esperienza nel presente.
Il giudice interiore è impegnato costantemente a criticare, valutare, giudicare, paragonare e commentare sulla tua esperienza, te e tutto ciò che ti circonda.
La presenza del giudice interiore è profondamente sottovalutata o addirittura negata nel tentativo di non sentire il dolore o l'ansietà che ci provoca (visto che di fatto il giudice è colui che dirige in maniera subconscia la maggior parte ella nostra vita).
In molte tradizioni mistiche (Zen, Sufi, Advaita) l'evento Illuminazione coincide con la scomparsa/silenzio del giudice interiore ed il manifestarsi della conoscenza oggettiva di noi stessi e della realtà.
Il Giudice Interiore è ben conosciuto anche nella tradizione psicanalitica classica col nome di Superego ed è l'introiezione dei genitori, i loro standard, divieti e speranze, codici morali e di comportamento.
La funzione principale del giudice è di garantire la nostra sopravvivenza difendendoci contro il cambiamento e mantenendo lo status quo; fissando costantemente limiti e restrizioni all'esperienza, ricreando un'immagine di noi stessi rigida e ripetitiva. Esso fa sì che i limiti siano rispettati attraverso il senso di colpa, la vergogna, l'autopunizione, la mancanza di stima e di valore.
I MESSAGGI FONDAMENTALI DEL GIUDICE SONO:
DOVRESTI ESSERE DIVERSO!
e NON CAMBI MAI!
In questo gruppo affronteremo:
  • Riconoscimento della presenza del giudice: i sintomi dell'essere sotto attacco, colpa, vergogna, shock, senso d'impotenza, incapacità di agire ecc.
  • Comprensione: perché il giudice esiste? Quale è la sua funzione? Realizzare con chiarezza che IL GIUDICE NON SONO IO!
  • Guarigione e integrazione: come uscire dal conflitto interno col giudice.
  • Parte 2
    Immagine di Sé e Spazio
    Per crescere, per sentirci bene, per avere l'esperienza delle sottili manifestazioni della nostra Natura Essenziale abbiamo bisogno di una consapevole relazione con lo Spazio. Avrai notato forse che quando stai bene, quando ti senti in espansione, quando sei connesso con te stesso percepisci lo Spazio in modo diverso.
    Questa relazione tra Spazio (interiore/esteriore) e benessere è fondamentale e dipende dalla consapevolezza che abbiamo della nostra immagine di noi stessi e del suo rapporto con il Superego (giudice interiore).
    Uno dei compiti principali del giudice interiore è mantenere e sostenere una rigida immagine di noi stessi attraverso abitudini, giudizi, pregiudizi e meccanismi di difesa e di sopravvivenza.
    Questa immagine esiste come una collezione di confini psichici, emozionali e fisici che definiscono ciò che sonoIoe ciò che èl'Altro.
    Come mura di un castello esse proteggono e contengono ciò che èdentro e lo separano da ciò che èfuori.
    La nostra percezione dello Spazio, sia interiore che esteriore, e della realtà in genere è, quindi, condizionata da queste mura, da queste immagini e dal Superego.
    In questa sezione del percorso esploriamo:
  • Le immagini di noi stessi e del mondo che continuamente ricreiamo e come condizionano la nostra percezione della realtà e le nostre relazioni.
  • L'esperienza della fondamentale natura della mente e del cuore: Spazio privo di contenuto e pieno di consapevolezza, pace e silenzio.
  • Lo spostamento cosciente della nostra consapevolezza da pensiero/immaginazione a sentire/attenzione diretta.
  • Prerequisito per partecipare a questa sezione: Conoscere il Giudice Interiore.
    Parte 3
    Dalla Scarsità all' Abbondanza
    Abbondanza e vitalità.
    L' esistenza ribolle di potenzialità e possibilità, di creatività e desiderio.
    Un rapporto infantile con il nostro giudice interiore ci rende incerti, insicuri, timorosi di sbagliare. La dipendenza interna dall' inconscia struttura di giudizio ereditata dai nostri genitori e dalla società ci obbliga a guardare a noi stessi e al mondo in modo distorto.
    Il principio di scarsità, basato su limiti e conflittualità, è al centro della struttura psichica chiamata Superego insieme alla profonda e inconscia convinzione dell' impossibilità di soddisfazione. E quando il piacere e la soddisfazione avvengono essi DEVONO essere temporanei e NON POSSONO DURARE.
    La convinzione che la vita sia scarsa: d' amore, di ricchezza, di gioia, di sessualità, d' intimità e di passione e che c' è da lottare, faticare o accontentarci, crea una rete di tensioni nel corpo e un sottile cappa di grigiore e delusione che ci avvolge filtrando l' esperienza del momento e leggendola con gli occhi spenti del passato.
    Anche temporanee soddisfazioni e conquiste non scalzano mai questa radicata convinzione che l' abbondanza non è possibile. O che non la meritiamo.
    Diventando consapevoli di questa cappa e dei suoi effetti e della fondamentale falsità delle sue premesse, liberiamo la nostra gioia di vivere e la capacità concreta di manifestare abbondanza nella nostra vita.
    Prerequisito per partecipare a questa sezione: Conoscere il Giudice Interiore.


    Avikal E. Costantino
    Avikal E. Costantino, prima di diventare sannyasin nel 1983, ha girato il mondo lavorando come antropologo, fotografo e scrittore.
    Il suo amore per le Arti Marziali, che ha cominciato a praticare nel...
     


    Date Ora d`inizio 
    ven.15-dom.17 ottobreDalla Scarsità all'Abbondanza 10